Uomini sul confine di Sandro Montefusco

«Il fenomeno delle migrazioni è antico quanto l’uomo… sin dalle epoche preistoriche le migrazioni sono state all’origine del popolamento dei continenti».
(Nora Federici)

Ominazione è il processo di evoluzione della specie umana e la sua diffusione sulla Terra.
La prima grande migrazione della storia umana, ha visto gli uomini primitivi spostarsi dalla zona della Great Rift Valley verso le altre zone dell’Africa, per popolare gradualmente gli altri continenti (Europa, Vicino Oriente, Asia, Americhe).

La storia dell’uomo ha un legame intimo con le migrazioni che sono state parte dell’evoluzione, il naturale risultato di mutamenti climatici, politici, economici.
Sandro Montefusco con il suo progetto “Uomini sul confine” ha realizzato una raccolta di fotografie scattate in quei luoghi dove la storia e la geografia hanno deciso che le migrazioni si arrestassero, rallentassero, scontrassero.
“Confini” un’immateriale curva che solca Gaia tranciando continenti, popoli, razze, specie. Un’immateriale curva, che gli stessi esseri umani, hanno deciso di materializzare. Così, lungo una lamiera o un muro di cemento, un filo spinato o un embargo, uomini e donne spingono i loro passi e i loro sogni con la speranza di andare “oltre”.
Tijuana, appunto, con la più grande frontiera al mondo, con i Nord e i Sud del mondo che lì si incontrano.
Cuba, con la sua capitale La Habana, un confine geografico e politico, il luogo dove i sogni della rivoluzione affannano nell’orgoglio, ma resistono sofferenti alla violenza dell’embargo.
I villaggi sul lago Titicaca tra Perù e Bolivia dove il confine, ad oltre 4mila metri, corre lungo il pelo dell’acqua.
Le isole Uros, così antiche e misteriose nella loro travagliata sopravvivenza e quotidiana precarietà
L’isola di Taquile, vera perla del lago Titicaca.
E poi c’è Gerusalemme, emblema di tutte le divisioni del mondo, confine reale e religioso, luogo in cui proiettarsi per conoscere la Storia del Mondo e la direzione del futuro.

Il Ladakh, nel nord dell’India dove coesistono le culture tibetane, portate dagli esuli dalla Cina, e l’influenza sciita del vicinissimo Pakistan.

Sempre in India, ma in un’atmosfera completamente diversa, c’è un altro confine che unisce il cielo e la terra, la vita e il mistero; Varanasi, sulle rive sacre del Gange, il confine ascetico dell’uomo che nel fumo delle pire delle cremazione trova l’immortalità, il culmine dell’assurdo, una città che neanche nei sogni più fantastici si può immaginare.
Il Kosovo, con il dramma dei conflitti tra le diversi etnie, i confini precari con Serbia e Montenegreo e i militari in difesa di un equilibrio precario sui Balcani.

Ed infine l’incontro con i migranti, i veri protagonisti dei “Confini”, mai veramente liberi e prigionieri della loro condizione paradossale.
Sandro Montefusco l’incontra sulla rotta balcanica e sulla via della droga, percorsi tra i più battuti al mondo, dove si incrociano i sogni e i drammi degli uomini.

Chi vive sui confini ha sempre una storia in più da raccontare, una lacrima appena versata e un sorriso già pronto.
(Sandro Montefusco)

Oggi, in un mondo che ormai da decenni enfatizza la velocità delle comunicazioni e della circolazione d’informazioni, l’opportunità di crescita economica per nazioni a lungo rimaste ai margini dello sviluppo economico mondiale, la contrazione della distanza spazio-temporale e la riduzione dei costi per l’utente finale grazie all’incremento della concorrenza su scala planetaria; insomma in cui la globalizzazione tiene le scene mondiali, è SURREALE vedere l’immateriale curva dei “Confini” materializzare i concetti diametralmente opposti.
Confini” come ossimoro del XXI Secolo.

PAN – Palazzo delle Arti di Napoli
Via dei Mille, 60 – Napoli

dal 27 Settembre al 10 Ottobre 2017

Orari:
mercoledì 09:30–19:30
giovedì 09:30–19:30
venerdì 09:30–19:30
sabato 09:30–19:30
domenica 09:30–14:30
lunedì 09:30–19:30
martedì Chiuso

Tutte le immagini riportate nell’articolo sono di esclusiva proprietà dell’autore Sandro Montefusco.

 

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